Parole magiche

Chi pensa che esistono alcune parole magiche forse non ha ancora afferrato il fatto che (in realtà) ogni singola parola che pronunciamo, nessuna esclusa, ha un fortissimo effetto di incantesimo su noi stessi, e su chi ci circonda

Il linguaggio è uno degli strumenti più potenti che condiziona le nostre emozioni, ed è a sua volta condizionato dalle emozioni che proviamo.

Perché in realtà la qualità della nostra vita è frutto della qualità delle nostre emozioni, e non il contrario.
Siamo infatti portati a pensare che la qualità della nostra vita decreti la qualità delle nostre emozioni invece non è così. Sono le emozioni che proviamo che impattano direttamente sulla qualità della nostra vita e sono il frutto di un comportamento automatico, come fosse un software automatico (spesso molto antico) che gira nel nostro cervello, nel nostro corpo, nella nostra anima.

Le emozioni (parola che ha diversi significati come ‘mettere fuori’, ‘segue in movimento’) sono dei veri e propri inviti ad agire. Riserveremo in un altro articolo per un doveroso approfondimento ulteriore sulle nostre emozioni (alle emozioni è dedicato anche il capitolo 3 del libro Management Umano) ma anticipiamo, intanto, una questione molto importante: le emozioni negative non esistono.
Tutte le emozioni che proviamo sono emozioni utili che ci spingono a prendere delle iniziative, perché le emozioni sono messaggi importanti che arrivano direttamente dal nostro subconscio.

Ma tornando al linguaggio ed alla sua potenza, possiamo sicuramente affermare che così come il linguaggio è figlio delle nostre emozioni, allo stesso tempo funziona anche al contrario, il linguaggio stesso condiziona (in positivo o negativo a seconda dei termini che utilizziamo) le nostre emozioni. Per cui assumendo un linguaggio dolce, positivo, utile, delicato, automaticamente il nostro stato d’animo ed il nostro stato emotivo ne gioveranno notevolmente.
È dunque fondamentale eliminare tutte le parole che hanno un significato molto pesante e negativo, sostituendole con dei sinonimi che ridimensionano il loro effetto potente e distruttivo (in questo caso è il termine giusto) che molti termini di uso comune hanno. Mi riferisco a parole che si sentono costantemente come per esempio “casino”, “devastante”, “sto morendo”, “schifo”, “puzza”. In gergo potremmo dire che sono delle vere e proprie ‘parolacce’, con un effetto molto negativo non solo sulle nostre emozioni ma anche sull’atmosfera che le parole pronunciate creano, atmosfera che impatta direttamente su chi ci circonda e ci ascolta. Ovvero i nostri figli ma anche a qualsiasi altro essere umano con cui dialoghiamo costantemente come colleghi, amici, familiari, partner e sconosciuti.

Proviamo ad impegnarci a sostituire il termine “casino” con il termine “confuso”, il termine “devastante” può essere sostituito con “impattante”, il termine “puzza” può essere sostituito con “odore sgradevole”, “morire (che il 99,9% delle volte viene utilizzato non in caso di morte, ma di mancanza di qualcosa) può essere sostituito con una altra parola più adatta alla situazione.

Allo stesso modo i termini positivi possono essere sostituiti con termini molto più positivi, per amplificare l’effetto benefico che portano. Per esempio “bene” può essere sostituito con “eccellente”, “soddisfatto” può essere sostituito con “entusiasta”, “buono” può essere sostituito con “grandioso”, “bravo” può essere sostituito con “bravissimo”.

Chiaramente per avere un linguaggio delicato, costruttivo, gradevole c’è bisogno anche di un vocabolario assortito, ma soprattutto allenato.

L’allenamento migliore per un vocabolario gradevole da ascoltare è sicuramente la lettura di libri (non di riviste o quotidiani). I libri di miglioramento personale, per esempio, contemplano molto bene l’importanza delle parole e spesso utilizzano parole adeguate e gradevoli.

Immagina che le parole sono doni che offri a te stesso ed agli altri, e come ogni dono vanno scelte con cura e devono essere gradevoli.

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